Durante la dominazione Araba in Sicilia (827-929), una fanciulla palermitana che viveva nel quartiere della Kalsa e che amava molto il giardinaggio, si innamorò di un giovane Arabo che passava sotto il suo balcone. Il suo amore fu subito ricambiato. Poco tempo dopo la bella fanciulla venne a sapere che il giovane aveva già una famiglia al suo paese e decise di vendicarsi.
Una notte, mentre il giovane Arabo dormiva, gli taglió la testa, l’indomani decise di piantarvi dentro una bella pianta di basilico.
La pianta vegetò benissimo e lei si illuse di avere sempre accanto a sé il suo amato.
Così il suo balcone venne invidiato da tutti i vicini che vollero anch’essi dei vasi a forma di testa.
Così nasce l’usanza tutta siciliana dei vasi a forma di teste di Moro.
La tradizione li vuole tutti colorati, l’uomo con il viso scuro e la donna con la pelle chiara.
Le teste sono adornate da frutti e foglie che per tradizione sono colorati con colori che vanno dal rosso al blu con tocchi giallo e verde.